Ice Bucket Challenge

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Di questi tempi, continuiamo a vedere gente di tutti i tipi, vip e sconosciuti, che si gettano addosso secchiate di acqua gelata e ghiaccio: così, il popolo del wellness perde la prerogativa di infliggersi il trattamento “masochista”, tanto importante durante i percorsi benessere!
E’ l’Ice Bucket Challenge, iniziativa (più o meno discussa) nata su un’idea di Pete Frates per finanziare la ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica – nota come SLA – con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla malattia e sensibilizzare tutto il mondo a donare qualcosa per la ricerca (www.aisla.it)

No, niente sadismo per il popolo del wellness: raffreddare il corpo, infatti, è una delle tappe obbligate per chi sceglie di godersi, ad esempio, un bel percorso bagno turco o un percorso sauna; l’effetto è stimolante e permette di riportare a livelli normali la temperatura corporea. 
Sappiamo tutti che sin dall’antichità (e ancora oggi) i popoli del nord, che tradizionalmente hanno sviluppato la sauna (dalle capanne ricoperte di terra in cui si accendevano fuochi per riscaldare l’ambiente ai trattamenti che diventano pratiche di benessere) sono soliti uscire in inverno sulla neve, nudi, dopo ogni seduta. No, niente sadismo neanche per gli scandinavi che, attraverso questa pratica, invece, offrono al corpo uno sbalzo di temperatura che avrà come effetti il miglioramento del sistema immunitario e della circolazione sanguigna.

Il raffreddamento del corpo è spesso sottovalutato, soprattutto da chi non frequenta assiduamente i centri benessere – l’ospite occasionale – che ha negli occhi la stessa immagine che vediamo scorrere in questi momenti sui social network: la sofferenza di chi si getta l’acqua gelata addosso.
E’ molto importante, invece, spiegare che, contestualizzata nel percorso benessere, dopo una seduta in cui il corpo si è riscaldato molto, non c’è nulla che faccia meglio di unabella secchiata di acqua fredda!
E chi (come me…) è restio a mettersi sotto il getto di acqua fredda ha molteplici e interessantissime soluzioni alternative: dalla doccia nebulizzata fredda (più soft), alle cascate di ghiaccio con il quale raffreddarsi a pezzi, alla più affascinante cabina di neve!
Non è più necessarioarrivare in Finlandia per godere del freddo della neve. Grazie al freddo secco, la snow room consente al corpo di ritornare gradatamente alla temperatura normale, rappresentando, allo stesso tempo, una cabina che permette all’ospite di vivere un’esperienza emozionale.
E’ sufficiente un po’ di fiducia e lasciarsi consigliare per poi poter assaporare sulla propria pelle il reale beneficio di questa pratica. Purtroppo, però, guidare l’ospite non è un’abitudine così diffusa e, alla fine, le persone prendono il percorso benessere solo come un gioco, luci, colori, acqua, musica, senza riuscire a trarre i benefici tanto attesi da una seduta in un centro wellness.
Come è possibile fidelizzare gli ospiti se non li indirizziamo al vero benessere? Non siamo in Austria o in Germania, dove la cultura del benessere è più radicata: in Italia è letteralmente necessario educare gli ospiti!
Ma come è possibile educare gli ospiti se i primi che non conoscono ifondamenti del benessere sono spesso gli operatori stessi?
Il benessere è l’oro che luccica, il business da arraffare a tutti i costi per svilupparne le enormi potenzialità da trasformare in reddito. Quando capiremo che per fare questo non è possibile lavorare con superficialità? L’ospite, che non fa altro che giudicare tutto in funzione del proprio benessere, non prescinde più dalla qualità: qualità dei servizi, dei percorsi e dell’offerta in generale. Diamoci da fare!

Fonte: www.hoteldesign.org/

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