Il matrimonio come una volta: Santo Stefano di Sessanio

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Il matrimonio come una volta: lei che scende da casa tra gli applausi degli amici e dei parenti. E poi a piedi, stretta al braccio del padre, che la sostiene lungo i vicoli in pietra, fino in chiesa, tra gli auguri dei passanti e la musica dal vivo. Una cerimonia intima, in una chiesa medievale, calda e accogliente.

E poi a festeggiare, tutti insieme in un corteo gioioso che si spinge fino alla piccola piazza affacciata sulla vallata, per un aperitivo informale, per gli auguri agli sposi, per i primi balli sulle note di una musica folk che scava nei rivoli della memoria.

Due passi ancora e il pranzo, quello che racconta la storia: la storia di un luogo o di una famiglia che ha attraversato i tempi e gli oceani per ritrovarsi a far festa, per condividere con gli ospiti le atmosfere di un paesaggio rurale dell’Appennino italiano, prima abbandonato e poi improvvisamente ritrovato.

E’ la Locanda Sotto gli Archi a far rivivere quei sapori, ad accogliere una ricostruzione che non è solo strutturale, ma anche sociale; a recuperare le vacchie madie, i tavoli restituiti dal tempo, la malta in calce a ricoprire le mura intatte del borgo.

La festa non è formale, non conosce i ritmi scanditi da una scaletta; è istintiva, intima e personale; si snoda tra le botteghe artigiane addossate le une alle altre, dove intrattenere i curiosi; si sviluppa nella Tisaneria o nel Cantinone, dove si balla, si suona, si raccontano emozioni  sorseggiando infusi di erbe montane o liquori che scaldano il sangue e l’anima; si assaggiano dolci, si taglia la torta e si continua a far festa fino a che si hanno le forze.

Una storia che ha invertito il suo corso di abbandono ed emigrazione grazie all’intervento umano, economico ed emotivo di Daniele Kihlgren, figlio di una ricca famiglia italo-svedese, che si è innamorato di Santo Stefano di Sessanio, tanto da investire il suo intero patrimonio nel recupero di questo borgo incastonato tra le montagne dell’Appennino abbruzzese.

Un inedito progetto di Restauro Conservativo del Patrimonio Minore, quello dimenticato e decaduto, che ha saputo rimettere in gioco delicate suggestioni affettive, attraverso il recupero dei materiali da costruzione, delle trame dei tessuti, degli arredi. Addirittura dei piatti e dei prodotti che hanno caratterizzato la gastronomia di quella terra, ritrovati attraverso gli studi commissionati al Museo delle Genti d’Abruzzo.

Un esempio di efficacia imprenditoriale e di sviluppo ecologico e sostenibile, che hanno definito il ritorno alla vita di un territorio e hanno gettato le basi per ripercorrere l’esperimento in altre zone dell’Italia dimenticata.

Fonte: www.tamaragorimariage.com

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Mondo Abitare collabora con Tamara Gori Mariage

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1 COMMENT

  1. Un esempio da condividere, imitare e realizzare anche nei favolosi scenari delle terre che circondano i nostri paesi.
    Che si tratti di matrimoni (sempre più rari) o di feste, convegni … resta una soluzione di sicuro successo.

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