Il Giardino è diventato troppo brutto? Reinventiamolo

Il Giardino è un ritaglio della nostra vita e non sempre si ha tempo. Tuttavia, curare i fiori, mettere le mani nella terra può fare bene allo spirito

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Il mondo in giardino PhotoCredit Tevere prati

Un giardino fai-da-te? No giardiniere? Ahi ahi ahi!

In questi giorni mi sono detta che è tempo di ridare forma al giardino. Abbandonando i mesi invernali la voglia di circondarsi di fiori e profumi è impellente. Ma non è un progetto così semplice da realizzare.

Mi ritrovo a fare i conti con un terreno da cui salgono graminacee e cardi. Quindi c’è bisogno di un diserbo che agisca sulle foglie. C’è bisogno di una moto-zappatura e che il terreno arieggi.

Opto quasi immediatamente per il pratino a rotoli che, anche se dispendioso, è più facile da mettere a dimora e è immediato (non bisogna, cioè, aspettare che i semi crescano ma solo quei dieci giorni di posa prima di calpestarlo).

Ovviamente prima di srotolare il prato va predisposto, lungo il perimetro del giardino, l’impianto di irrigazione. Quindi è importante sapere che ci si dovrebbe affidare a un tecnico: una ditta specializzata o a un giardiniere, a seconda dei contatti che abbiamo o della fiducia verso uno o l’altro. Ma se si vuole fare da soli, come sto facendo io, ci si può rivolgere a un idraulico.

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Rototo di prato PhotoCredit caruso giardinaggio

L’irrigazione mette in crisi?

L’idraulico ti suggerirà cosa comprare. Innanzitutto un tubo, il cui metraggio deve essere perimetrale (es: se hai un giardino lungo 15 mt e largo 8 devi raddoppiare entrambi i lati che diventano 30+16 e acquistare almeno 50 mt di tubo). Inoltre devi calcolare la capienza dell’acqua per sapere che grandezza di tubo ti occorre (per calcolare la capienza prendi un secchio da cinque litri e cronometra quanto tempo impiega l’acqua a riempirlo).

Quindi una volta segnato il perimetro e la capienza, accertati che la pressione dell’acqua sia buona. Questo dato serve a determinare quanti irrigatori posizionare. Io ne ho presi solo quattro perché purtroppo la pressione non è ottimale. Per ogni irrigatore vanno aggiunti ovviamente gli snodi. Per ultimo acquista una centralina che ti permetterà di programmare gli orari di innaffiatura.

L’idraulico comunque vi sarà di grande sostegno in questo caso. Io sono andata dal rifornitore e per non sbagliare ho fatto dialogare al telefono il commesso con l’idraulico in modo che, parlando la stessa lingua, l’errore è di certo minimo.

Quindi si scava tutto intorno, si posiziona il tubo, si fanno dei piccoli fori laddove si è deciso di collocare gli irrigatori, si definisce -con gli snodi- la sistemazione e si interra. Se hai due zone puoi garantirti un maggior risultato con un impianto a due vie. La centralina è predisposta per questa soluzione. Sarà compito dell’idraulico direzionare i due tubi. Il pratino a rotoli va adagiato sopra, quindi quando interrate il tubo è bene che si tenga in considerazione che l’irrigatore non rimanga sepolto.

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Riciclo creativo PhotoCredit meblezpalet.eu

Coloriamo il verde

Una volta pensato alla parte tecnica mi sono sbizzarrita con la parte puramente floreale.

Ho un muretto che corre lungo tutto il giardino e la classica rete quindi avevo bisogno di un rampicante. Mi sono letta i dettagli di molte piante ma ho preferito scegliere quella più diffusa, il Rincospermo, perché si adatta ad ogni tipo di suolo e resiste a gelate (pensa al meno dieci dell’inverno passato!).

A questa parete verde, non è detto non si possano intervallare delle Rose rampicanti, in modo da avere fioriture diverse.

Ho piantato un ulivo che avevo acquistato prima dell’inverno e che ha resistito alla neve e alla gelata e ho creato delle aiuole, alcune con Lavanda e Rose, altre con Piante Grasse e i fiori di mia nonna, che non mi riesce di sapere come si chiamano ma sono davvero meravigliosi. Si piantano a Marzo (ormai, con questi cambi di temperatura, verso la fine) e fioriscono in estate, fino a settembre.

Sono un’amante dei bancali di legno quindi appena avrò un attimo di tempo provvederò a scartavetrarli, dipingerli e trattarli con uno smalto per esterni in modo da utilizzarli come fioriere o come sedute, o ancora come tavolini. Ormai il fai da te con materiali di riciclo è un classico che fa risparmiare e ci rende creativi.

Il giardino richiede molto tempo, bisogna essere dei devoti del mestiere. È più una passione, un modo per evadere, riscoprire l’odore della terra. Un esercizio, più che fisico, direi psicologico: tant’è che nelle scuole è stato introdotto il laboratorio su come creare un orto e gestirlo. Davvero una buona pratica di insegnamento.

Della stessa Autrice:

Floracult      Un tè con le farfalle senza farfalle. A Roma      La giornata mondiale del Paesaggio      Earth Day      Parco di Tulipani in Olanda

 

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