Quando si affronta un trasloco, oltre allo stress per lo spostamento di tutto l’arredamento e di tutte le proprietà materiali, occorre occuparsi della parte burocratica. Un trasloco, infatti, implica un cambio di residenza, dal quale scaturiscono molti cambiamenti. Ecco come comportarsi e a chi rivolgersi in questi casi.

Cosa fare quando si affronta un cambio di residenza?

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Come comportarsi quando si fa il cambio di residenza (foto by pixabay)

Affrontare un cambio di residenza non è cosa facile. Si devono avvisare e fare delle comunicazioni che solitamente implicano la perdita di tempo in giro per uffici o attaccati al telefono. Per facilitarsi il lavoro, si potrebbe ricorrere ad uno schema. Iniziate, dapprima con gli enti a cui obbligatoriamente occorre comunicare il cambio di residenza. Solo successivamente, bisogna provvedere ad informare altri enti ed associazioni con cui abbiamo stretto relazioni o collaborazioni.

Ricordate che anche spostarsi di un solo numero civico comporta il cambio di residenza. Esso deve essere assolutamente riferito ad enti, associazioni ed aziende con cui abbiamo a che fare quotidianamente, per evitare spiacevoli incomprensioni o mancate comunicazioni.

Quali sono gli enti obbligatori da informare?

Gli enti che obbligatoriamente devono essere informati sono:

  • L’anagrafe è il primo ufficio a cui occorre rivolgersi nel caso di un cambio di residenza. Per porre a termine detto cambio, c’è bisogno della persona fisica interessata, del documento di identità. L’interessato deve compilare il modulo di riferimento per tale servizio che, ovviamente, è gratuito. Chiedete sempre informazioni dettagliate agli addetti, perché a seconda se voi siate cittadini Italiani, della Comunità Europea o Extracomunitari, le pratiche cambiano.
  • Azienda fornitrice di acqua: presso gli uffici comunali che riguardano l’allaccio dell’acqua, si possono chiedere tutte le informazioni e i moduli da compilare. A seconda del caso in cui si tratti di un nuovo contratto, o di una voltura, occorre richiedere le dovute informazioni a riguardo.
  • Utenza del gas: rivolgetevi all’azienda che si occupa di tale servizio almeno una diecina di giorni prima del trasloco effettivo. Il servizio di fornitura del gas, in alcune zone dell’Italia, non è a domicilio. Solitamente queste aziende sono provinciali, ma in alcuni casi sono a gestione comunale.
  • Contratto per l’elettricità: anche se di solito gas e luce vanno a braccetto, nel caso di un trasloco, tenete comunque conto che per quanto riguarda questo servizio è sempre meglio fare delle ricerche. Con l’avvio del mercato libero, molte sono le aziende municipalizzate che concorrono sul mercato assieme alla più nota e grande Enel. Quindi prima di avviare dette pratiche, cercate di raccogliere più informazioni possibili anche attraverso le fonti curate dalle associazioni per i consumatori.
  • Servizio locale per la spazzatura: anche per i nostri rifiuti dobbiamo rivolgerci alla società che gestisce la spazzatura. Solitamente, è un servizio comunale gestito in appalto da società terze. Per attivarlo bisogna avvisare l’ufficio delle tasse del Comune, comunicando il nuovo indirizzo di residenza per poter effettuare il pagamento della tassa comunale sui rifiuti.

Comunicare con la Asl

Un altro impegno che riguarda il cambio di residenza, coinvolge le comunicazioni ed il servizio sanitario. Quando si cambia la residenza, occorre comunicare il cambio di indirizzo all’ufficio Asl più vicino e che si occupa della zona in cui si andrà a vivere. Se il trasloco viene effettuato nella medesima città o paese, il medico di base resterà lo stesso.

Ma nel caso in cui si cambia completamente città, occorre cambiare anche il medico di base. Per effettuare il cambio basterà rivolgersi all’apposito sportello presso la Asl di zona e scegliere tra i professionisti a disposizione.


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